Le aree celebrali

 LE AREE CELEBRALI DELLA MEMORIA:

La memoria ha funzione di elementi distinti che svolgono compiti specifici. Infatti la memoria è divisa in aree cerebrali che hanno funzioni diverse. Non è molto facile descrivere la nostra memoria come un magazzino, perché quello con cui abbiamo a che fare sono reti di neuroni, anche molto distinti fra loro, che si attivano insieme e non sono tutti collocati nelle stesse aree cerebrali.

La memoria semantica: si colloca nella corteccia associativa posteriore

La memoria procedurale si trova nei gangli della base e nel cervelletto. Quindi una persona che subisce un danno celebrale può divenire incapace di compiere i movimenti ripetitivi, come andare in bici, ma mantenere il ricordo teorico (nella memoria semantica)

La memoria procedurale è inconsapevole, cioè non direttamente accessibile alla coscienza.

L’ippocampo e il sistema limbico sono coinvolti nel funzionamento della memoria episodica, chi subisce un danno ippocampale ricorda quanto è avvenuto prima ma non riesce a ricordare nulla di ciò che avviene dopo.

Un esempio è Freud nel suo testo→ "Dimenticanza di nomi":

Freud nel suo saggio scrive anche che non ci sono solo casi di dimenticanza ma anche di falsi ricordi: quando cerchi di ricordare un nome, ma ti vengono in mente altri nomi che però riconosci che sono sbagliati. Il processo destinato a riprodurre il nome cercato si è per così dire spostato, portando dunque a una sostituzione erronea. In altre parole, il nome o i nomi sostitutivi stanno col nome cercato in una certa connessione.

Quando nel 1915 scoppiò la guerra con l’Italia e Freud si accorse che improvvisamente si sottrassero alla sua memoria numerosi nomi di località italiane di cui prima poteva facilmente disporre. Tendeva anche a dimenticare i nomi di località non italiane.

I ricordi più cari, naturalmente erano i più danneggiati in seguito al modificato atteggiamento affettivo.

Alla dimenticanza pura e semplice di nomi esiste anche una dimenticanza

motivata da rimozione.

Tra le patologie che possono intaccare la nostra memoria la più conosciuta è l’Alzheimer, cioè una forma grave di demenza degenerativa progressivamente invalidante che avviene a livello celebrale, a partire dai 65 anni in poi, e porta a un’alterazione di alcuni funzioni cognitive che comporta disturbi alla memoria, del linguaggio, disorientamento e problemi nel comportamento.

La prima a venire intaccata e la memoria breve termine, con conseguente difficoltà nel ricordare eventi recenti.

Nonostante siano numerosi gli studi che si occupano di questa malattia non esiste ancora una vera e propria cura.

Un’altra patologia e la sindrome di Korsakhoff: una malattia degenerativa del sistema nervoso che si incontra generalmente negli alcolisti cronici. Essa è caratterizzata da: apatia, confusione, confabulazione e grave deterioramento mnésico.

La memoria breve termine viene compromessa e quella a lungo termine rimane invariata.

es. Il malato ricorda che cosa faceva da bambino, ma non riesce a rammentare ciò che gli è stato detto cinque minuti prima.

Essa provoca inoltre un deficit importante nel processo di immagazzinamento che impedisce di apprendere nuove informazioni.


Tipi di amnesia:

La memoria si può perdere a causa di un’amnesia, cioè un deficit di memoria episodi conseguenti a lesioni celebrali o traumi psicologici.

Può compromettere la capacità di ricordare episodi della propria vita, ma rimane integra la facoltà di imparare nuove azioni.

Esistono vari tipi di amnesia:

• amnesia retrograda, un esempio è il caso di un paziente che si risveglia dal comune e non si ricordano l’ora della sua vita precedente;

• ⁠ amnesia anterograda, per esempio, quando in seguito un grave incidente non sei più capaci di apprendere nuove informazioni, ma si ricorda bene tutto fino al momento dello schianto;

• ⁠ amnesia globale, riguardante entrambi gli aspetti sopra citati

• ⁠ amnesia lacunare, per esempio, può capitare con paziente arrivi al pronto soccorso senza sapere come vi è arrivato, pur ricordando ciò che gli è successo in passato ed essendo in grado di costruirsi nuove memorie.

Le amnesie i si possono classificare in base alla durata del disturbo:

• amnesia transitoria, quando si verifica una perdita di memoria temporanea, con successivo ritorno al normale funzionamento;

• ⁠ a sia stabile, quando la perdita di memoria è definitiva e non avviene più alcun recupero;

• ⁠ amnesia progressiva, quando la perdita di memoria è graduale.



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